Il buon esempio

Indennita' parlamentare APRILE 2013 - dm_area Lettera rimborsi APRILE 2013 - dm_area
 
L’etica nei comportamenti pubblici e privati e la trasparenza sono da sempre due principi cardine del movimento 5 stelle. Così come l’uso assennato e da buon padre (o madre) di famiglia delle risorse pubbliche, ovvero i soldi che noi cittadini versiamo ogni anno allo stato.
 
Per questo motivo, in riferimento al codice di comportamento che ogni parlamentare ha sottoscritto al momento della candidatura, vorrei prendere un impegno ancora più chiaro e stringente con i cittadini che ci hanno votato.
 
Ricordo che il gruppo M5S alla Camera, attraverso i sue rappresentanti nell’Ufficio di Presidenza, ha proposto di adeguare le retribuzioni dei parlamentari alla cifra di 5000 euro lordi che noi già prenderemo e ha richiesto di ottimizzare la parte dei rimborsi unificandoli e documentandoli a piè di lista.
 
Nell’attesa che l’Ufficio di Presidenza si pronunci, questa di seguito sarà la mia linea di condotta.
 
Indennità parlamentare: Rinuncio alla differenza con i 5000 euro lordi, (5.435 euro). La differenza verrà restituita.
 
Diaria: Documentazione di tutte le spese a piè di lista, anziché il forfait di 3500 euro previsto. Quanto non documentato verrà restituito.
 
Rimborso spese per esercizio del mandato (ovvero cosiddetti portaborse e consulenze): intera documentazione spese anziché il 50% come previsto. Quanto eventualmente non speso, verrà restituito.
 
Spese trasporto e viaggio: Rinuncio ai rimborsi taxi pari a 3323,70 euro netti liquidati trimestralmente
Spese telefoniche
: Rinuncio a 3100 euro circa su base annua
 
Assistenza sanitaria: Non è possibile rinunciarvi.
 
Indennità fine mandato (in busta paga indicato come Fondo Solidarietà): Non è possibile rinunciarvi. Ma lo restituirò a fine mandato.
Previdenza Deputati: E’ l’accantonamento per la pensione calcolata con sistema contributivo. Maturerò il diritto alla pensione al compimento dei 65 anni di età e a seguito dell’esercizio del mandato parlamentare per almeno 5 anni effettivi.
 
Relativamente alle spese di viaggio, me ne servirò esclusivamente per quanto riguarda trasferte di lavoro e mi impegno a prediligere sistemazioni in hotel di categoria media ed a mantenere le spese di vitto, e alloggio e trasporto, il più possibile contenuti.
 
Non esiste richiesta di uso virtuoso dei soldi pubblici se noi per primi non siamo disposti a dare il buon esempio.

Qualche piccola precisazione in attesa del CdM che vari il decreto sui debiti PA

Leggo in giro alcune osservazioni al mio video in cui palesavo le nostre perplessità sulla Relazione del Governo relativamente al pagamento dei debiti della PA.

1)  “Il fatto è che questa operazione ha effetti soprattutto sul debito (sullo stock) più che sui disavanzi annuali (sui flussi). L’aumento di questi ultimi è legato unicamente alla parte che riguarda le spese in conto capitale (per esempio investimenti in infrastrutture) perché nei conti nazionali italiani la spesa in conto capitale viene registrata in termini di cassa e non di competenza (ESA95 lo consente)”.

In primo luogo l’art.81 della Costituzione prevede che le spese devono essere sempre coperte dalle entrate. L’accumulazione negli anni di tutti questi residui nei bilanci non può non lasciare perplessi sull’uso perverso che si è fatto di queste poste contabili. Il fatto che a fine mandato governativo si voglia porre rimedio in pochi giorni con una commissione straordinaria alla restituzione di questi debiti commerciali così definiti che andranno ad impattare in toto sul debito pubblico e in quota parte sull’indebitamento, non permette la dovuta credibilità del provvedimento.

2) I numeri ci dicono, inoltre, che l’ammontare di debiti Pa ceduti alle banche, tramite la procedura di certificazione già introdotta dal Governo Monti, è irrisorio rispetto al totale dei debiti: lo stesso ministro Passera ammetteva nel febbraio scorso che si tratta di tre milioni (a fronte di richieste di certificazione per 45 milioni), che evidentemente sono una briciola rispetto ai 40 miliardi del provvedimento in discussione ora.

Nel documento che il Governo ha presentato al Parlamento non sono presenti quelle informazioni essenziali per poter giudicare la bontà del provvedimento. E’ un’altra delle pessime abitudini della vecchia politica che ha svuotato il Parlamento delle sue funzioni relegandolo ad approvare i provvedimenti dell’esecutivo senza porsi troppe domande.

Ma Banca d’Italia relazione annuale 2011 recita:” I debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche. – Coerentemente con le regole stabilite in sede europea il debito delle Amministrazioni pubbliche non include le passività commerciali. Sulla base di indagini campionarie rivolte alle imprese fornitrici e delle informazioni fornite dagli intermediari finanziari, si può stimare che alla fine del 2011 l’indebitamento commerciale complessivo delle Amministrazioni pubbliche si sia collocato intorno al 5 per cento del PIL; circa un quinto sarebbe stato ceduto a intermediari finanziari. L’incremento delle consistenze rispetto alla fine del 2010 è valutabile in circa l’8 per cento”.

Da questa stima (che da precisare non è una stima governativa ufficiale e che risale al 2011) emerge che l’ammontare complessivo dei debiti della PA verso le imprese è di circa 75 miliardi di cui 15 ceduti ad intermediari finanziari (circa 6 pro solvendo e restante pro soluto) sono cifre completamente diverse da quelle citate in un articolo di Boeri e attribuite a Passera, e che fa emergere la poca trasparenza della relazione al Parlamento da parte di Grilli che non specifica “i criteri in base ai quali saranno individuati i debiti da estinguere in via prioritaria” come scrive l’ufficio studi Camera dei Deputati.

Mah. A pensar male di certa informazione…..

Filofascista a chi?

Rimango allibita dalle strumentalizzazioni in atto su una frase estrapolata da un post sul mio blog. Quella espressa era una analisi esclusivamente storica di questo periodo politico, che naturalmente condanno. In Italia il fascismo così come il comunismo è morto e sepolto da almeno trent’anni.
Mi riferivo, facendo una analisi, al primo programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una futura dittatura (http://www.circolorussell.it/index.php?doc=158). Tutte proposte che poi Mussolini smentì già dall’anno seguente, in quello che fu un continuo delirio di contraddizioni. La caratteristica del fascismo fu infatti quella di cambiare sempre le carte in tavola, con l’unica costante che al centro del potere rimanevano sempre Mussolini ed il suo partito unico.
Potere che poi divenne dittatura in un crescendo di violenza. Fino ad arrivare al razzismo e la guerra. Questo il mio giudizio storico e politico, negativo su quell’esperienza. Ora possiamo pensare all’Italia del 2013.

Ricordo a tutti che il M5S ha nel suo programma l’insegnamento della Costituzione italiana.

Grazie a tutti.

PS: ho scritto “Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola”. Che tradotto per chi non conosce l’italiano e l’uso della punteggiatura significa che reputo Casapound folcloristica (con i suoi saluti romani e con i suoi nostalgici rituali) E razzista E sprangaiola. Tutti giudizi negativi.

 

 

E nun ce vonno stà!

A parte il punto di vista emotivo (che come sempre ho bisogno di vivere ancora un pò nella mia pancia prima di metterlo su “carta”), vorrei fare un’analisi della gestione complessiva della giornata di ieri dal punto di vista organizzativo.

E’ stata una faticaccia immane nonostante l’enorme impegno profuso da tutti i volontari ma forse proprio per questo ancora più appagante.

E come sempre accade dopo le nostre manifestazioni, tutti ci hanno fatto i complimenti: i Vigili Urbani, la Questura, la Digos, la Croce Rossa. Hanno fatto i complimenti a noi per la gestione di un evento così complesso (e ricordo che siamo tutti volontari!) e al nostro popolo 5 stelle per la civiltà e l’educazione dimostrate. Personalmente ho anche vinto la mia scommessa con il dirigente dell’AMA (la mozzezza, per intenderci) che avevo sfidato predicendo una piazza pulitissima nonostante le 800.000 persone transitate a San Giovanni.

Unica nota dolente in tutta l’organizzione la prepotenza dei giornalisti italiani che, non accreditati per il backstage, hanno prima creato enormi difficoltà ai volontari dell’accoglienza e poi hanno obbligato la questura ad intervenire per evitare che sfondassero le transenne.

Come se io organizzassi una cena, arrivasse un ospite non invitato, lo facessi comunque entrare in camera da pranzo con gli altri ma lui si incazzasse perchè vuole andare a curiosare nella mia camera da letto ed io gli dico di no.

I giornalisti italiani hanno pretestuosamente starnazzato che ledevamo l’art. 21 della Costituzione non permettendo loro di accedere al nostro backstage!

E qualcuno di loro si è anche permesso di RICATTARE me come organizzazione e la pazientissima dirigente della Questura presente minacciando che se non li avessimo fatti accedere al restropalco avrebbero creato apposta problemi di ordine pubblico! Devo dire che mentre io sono rimasta allibita alla sua sfacciata risposta affermativa alla mia domanda “mi stai ricattando?”, la dirigente è stata davvero in gamba con un lapidario “allora quando arriverà il problema di ordine pubblico lo affronteremo ma ognuno ne affronterà le responsabilità”.

Come se la notizia di ieri fosse un retropalco con gente intenta a lavorare come laboriose api operaie e non la gente sulla piazza, la sua voglia di riscatto e cambiamento, la passione e l’energia che trasmetteva.

A loro non interessava tutto questo, non è il cittadino indignato e pronto a riprendersi in mano la sua vita che fa notizia ma un pass negato.

Questo perchè, troppo abituati da anni di leccaculismo incrociato con il potere, pensavano che un tesserino da giornalista (e voi sapete cosa ne pensiamo noi 5 stelle del loro ordine, tanto da volerlo abolire con il 2 vday) desse automaticamente diritto ad un pass per il backstage.

Volete capire che il tempo dei reciproci favori è finito? Io do un pass a te, tu fai un bel pezzo su di me?

Giornalisti sveglia! Ricominciate a cercare la notizia e non il gossip e forse l’Italia sarà un posto migliore anche grazie a voi (e non solo al meraviglioso popolo 5 stelle!)

Non si diffida il diritto all’informazione

Un sedicente attivista 5 stelle romano mi ha fatto diffidare dal suo avvocato perchè ho pubblicato un post con due sue mail in cui affermava di voler usare la stampa (!!!) contro il movimento romano di cui faccio parte.

Questa persona era teoricamente tra i candidabili al Comune di Roma e, prima che la votazione relativa ai candidati consiglieri e sindaco di Roma partisse, è stato per me un DOVERE informare di questo fatto gravissimo la rete e soprattutto le persone che di essa fanno parte e che sono titolate a votare.

Sono una portavoce e come tale DEVO portare avanti i valori del Movimento 5 Stelle, ovvero l’impegno in politica come servizio civile e non per proprio personale tornaconto, il senso del bene comune, la collettività contro l’individualismo.

Per questo motivo, nonostante la diffida e la minaccia di querela, NON ritirerò il mio post.

Roberta Lombardi

candidata portavoce nazionale

 

“Loro non si arrenderenno mai, noi neppure.”

 

Ecco la diffida:

 

Egr. Sigg.

Roberta Lombardi

Marzio Casa

Alessandro Libero

Comitato cittadini in MoVimento, n.q. di responsabile legale del sito www.roma5stelle.com e del forum ivi ospitato.

e p.c. – Grillo Giuseppe – n.q. di garante della legalità del MoVimento 5 Stelle

e p.c. Studio Legale Squassi e Montefusco

 

In nome, per conto e nell’interesse del Dott. Luca Marsico, candidabile per la selezione dei candidati al Consiglio Comunale di Roma, per il MoVimento 5 Stelle, per comunicarVi, che le dichiarazioni da voi inserite nel forum e specificatamente:

- Il sig. Marzio Casa – per le dichiarazioni inserite nel forum in data 25/01/2013 – “argomento: Luca Marsico candidato al comune? no grazie” e precisamente per aver scritto “… mi sono fatto l’opinione che Marsico si sia dimostrato incline a posizioni personalistiche che trovo poco adatte all’idea che del MoVimento e, soprattutto, che non sia adatto al lavoro di squadra …” inoltre per aver scritto “…Mi riferisco al tentativo, fallito, di denunciare la rete del M5SRoma alla stampa (che non aspetta altro che un appiglio per gettare fango sul MoVimento per presupposta mancanza di democrazia) con un pretesto privo di qualsiasi riscontro oggettivo, come riferito da alcuni attivisti che hanno ricevuto una e-mail a riguardo”; (www.roma5stelle.com/forum/74-gruppo-cand…-al-comune-no-grazie)

- La Sig.ra Roberta Lombardi per le dichiarazioni inserite nel medesimo forum del 29/01/2013 e cosa ben più grave per aver pubblicato e-mail personali-private e tutti gli indirizzi dei destinatari non solo sul forum del MoVimento ma anche nel suo blog personale;

(www.roma5stelle.com/forum/74-gruppo-cand…on-ha-la-mia-fiducia) e (robertalombardi.wordpress.com/2013/01/29…-movimento-5-stelle/)

- Il Sig. Alessandro Libero per aver inserito nel forum “i Piccoli Boss del gruppo Marsico già pensano agli accordi con Giustini dopo elezioni”. (www.roma5stelle.com/forum/74-gruppo-cand…imit=6&start=102)

configurano reato di diffamazione, violazione di corrispondenza, violazione della legge sulla privacy e violazione dei diritti costituzionali e sovranazionali.

Le suddette dichiarazioni sono ritenute gravi ed altamente diffamatorie, oltre che infondate e non veritiere. Invero Il Dott. Marsico non ha mai sollecitato la stampa per “gettare fango” sul Movimento, né tantomeno è, in alcun modo, “incline a posizioni personalistiche” e comunque lo stesso ha sempre rispettato le regole ed i requisiti che risiedono nel “NON-STATUTO” del MoVimento 5 Stelle.

Peraltro, la pubblicazione delle e-mail, riservate e personali, configurano evidenti ed ulteriori ipotesi di reato così come la diffusione degli indirizzi dei destinatari violano le norme che tutelano il trattamento dei dati personali.

Appare, altresì, del tutto priva di fondamento la “querelle” relativa alla messa in discussione della candidabilità del Dott. Luca Marsico, in ragione della votazione svoltasi il 30/10/2012, presso il gruppo municipale 16 del MoVimento, (cfr. verbale riunione del 30/10/12) per la scelta dei candidabili al Consiglio Comunale di Roma, come da regolamento vigente – approvato in via definitiva il 21/10/2012.

L’esito della votazione è stato di 14 voti a favore su 15 votanti, con astenuto lo stesso Marsico. Questo risultato lo legittima a pieni voti alla candidabilità alle primarie che avranno luogo sul portale nazionale del MoVimento 5 Stelle.

Ciò detto, se è indubbio l’esito delle votazioni che confermano la candidabilità di Marsico, appare altresì inverosimile la proposta di articolare un sondaggio “ad arte” a conferma degli esiti delle votazioni che si sono avute. Si vuole osservare, a tal riguardo, che l’utilizzo del sondaggio per sovvertire l’esito di una votazione non viene contemplato nel Regolamento vigente, che disciplina le candidature per le elezioni comunali di Roma. L’uso del sondaggio risulta altresì ed oltremodo arbitrario, in quanto non vi è alcuna forma di regolamentazione che disciplina la fattispecie del sondaggio stesso.

Per tutto quanto sopra, con la presente, sono intanto a diffidarVi formalmente invitandoVi, con effetto immediato, a non proseguire con l’intento denigratorio, discriminatorio e diffamatorio, perpetrato ai danni del Dott. Luca Marsico, quindi a richiederVi di eliminare dai Topic del Forum del MoVimento e dal Blog personale della Lombardi l’e-mail di Luca Marsico nel suo contenuto, illegittimamente pubblicata, con l’elenco di tutti gli indirizzi dei destinatari.

Inoltre, sono a richiederVi di inserire nel forum le pubbliche scuse, ritrattando tutte le dichiarazioni offensive inserite nel medesimo forum e quindi ad invitarVi a non mettere in discussione ulteriormente la candidabilità del Dott. Luca Marsico.

Si avverte che, in mancanza di riscontri, entro 24 ore dalla pubblicazione/invio della presente, si assumeranno tutte le iniziative opportune a tutela degli interessi del Dott. Luca Marsico, ricorrendo sia nelle sedi civili, sia in quelle penali, sia in quelle amministrative ed in questo caso anche per far accertare la legittimità della candidabilità del Dott. Luca Marsico e far censurare i comportamenti illegittimi e discriminatori posti in essere da un ristretto gruppo di persone che, con tale sconsiderato comportamento, si renderebbe responsabile dell’ eventuale impossibilità a presentare la lista stessa.

 

Tanto si rappresenta nell’interesse del Dott Luca Marsico dallo scrivente

STUDIO LEGALE Russo-Manili

Avv. Francesco Antonio RUSSO

V.lo della Garbatella n 2

Telefax 06.51.30486

Cell 3475035981

Email: russfra@gmail.com

Gli anticorpi del Movimento 5 Stelle

Non è stata la prima volta ed immagino non sarà l’ultima che difenderò il nostro Movimento da persone non in linea con i nostri valori.

Ieri notte, dopo circa un mese di balletti tra varie persone, ho deciso di pubblicare due mail dove un candidabile romano alla carica di portavoce sindaco scriveva ad altri attivisti, veri o presunti, minacciando di usare la stampa contro il M5S di Roma per riuscire ad abolire il regolamento candidature che ci siamo dati ed al quale spontaneamente aderiamo che in questi mesi è stato l’unico argine all’assalto alla diligenza da parte dei trombati e degli scarti dei partiti.

Avete letto bene: voleva usare i MEDIA contro il M5S. Tra l’altro nel momento in cui c’era la tempesta nel bicchier d’acqua per Favia e la Salsi e dove i destini del mondo sembravano dipendere dalle regole interne del nostro Movimento.

Il fine di questo signore era farsi una lungimirante campagna elettorale tra i tastieristi del web che cercano l’agognata poltroncina e girano intorno al gruppo romano come avvoltoi intorno alla preda ed usarli come veicolo promozionale verso i votanti del portale che dovranno a breve esprimersi per i candidati comunali, sindaco incluso.

Cosa è successo quindi?

Ho pubblicato queste due mail (tra l’altro oscurando gli indirizzi) e da stamattina è partito un giro di telefonate di attivisti avvocati che cercavano mediazioni per evitarmi una querela per violazione della corrispondenza, poi di membri del comitato che gestisce il forum per rimuovere il post, poi anche della Madonna che mi diceva: ma chi ti fa rischiare la tua bella poltroncina da candidata nazionale per una questione di principio?

Ecco, proprio il principio.

Immagine

Sopra trovate lo screenshot del mio post, prima che qualche don Abbondio lo rimuova.

Giudicate voi se non vale la pena rischiare un pochino del proprio per togliersi di torno certa gente.

Italia sotto formaldeide

 

 

 

 

 

 

Ultimamente sento e leggo molti ardimentosi paladini dello status quo difendere a spada tratta sindacati, associazione di categoria, partiti e vecchie ideologie e mi chiedo perché.

Perché così tante persone, scontente dello situazione attuale, comprensibilmente preoccupate per il futuro loro e dei loro figli, giustamente indignate di fronte alla pochezza morale ed intellettuale di una classe dirigente inadeguata sotto TUTTI I PUNTI DI VISTA difendono ancora strenuamente i simboli di un modo di pensare e creare la società VECCHI e che hanno ESAURITO la loro missione storica?

Se parliamo delle ideologie, penso all’episodio recente di “Grillo che apre a Casapound”. Prima questione: qualcuno mi dice, finchè esistono loro il fascismo non sarà morto, quindi non mi dire che questa ideologia non rappresenta una minaccia presente. Da quello che conosco di Casapound, del fascismo hanno conservato solo la parte folcloristica (se vogliamo dire così), razzista e sprangaiola. Che non comprende l’ideologia del fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello stato e la tutela della famiglia. Quindi come si vede Casapound non è il fascismo ma una parte del fascismo. E quindi solo in parte riconducibile ad esso. Seconda questione, e questo per me è il punto fondamentale, sono 30 anni che fascismo e comunismo in Italia non esistono più. Invocarne lo spettro a targhe alterne è l’ennesimo tentativo di distrazione di massa: ti agito davanti il noto spauracchio perché voglio far leva sulle tue paure per portarti dalla mia parte. Non sono i fascisti o i comunisti che ci hanno impoverito, tolto i diritti, precarizzato l’esistenza, reso un incubo il pensiero del futuro.

Se parliamo dei sindacati chiedendone l’abolizione, ti tacciano di voler tornare indietro alla rivoluzione industriale. Anche qui, i sindacati hanno esaurito una missione nel momento in cui si sono trasformati in grumi di potere che mercanteggiano soldi, cariche, proprietà con quelli che dovrebbero essere i loro interlocutori dall’altra parte della barricata ma che sono diventati i loro complici di inciuci alle spalle dei lavoratori. Non si tratta di negare la fondamentale funzione che storicamente hanno avuto, ma oggi non è più così e quindi meglio pensare a qualcosa di nuovo che tuteli i diritti dei lavoratori.

Discorso simile per le associazione di categoria: potevano avere un senso nel medioevo ma delle corporazioni hanno perso lo spirito mutualistico per trasformarsi in caste e castine o lobby che cercano sponde politiche ad ogni tornata elettorale. Organizzano tavole rotonde con i vari candidati e cercano di tirarli dalla loro parte lusingandone la voglia di consenso. Presidenti o segretari ti chiamano chiedendoti una candidatura che porterebbe al tuo movimento tanti tanti voti di cui non sai che fartene, se quello che cerchi sono cittadini attivi e non automi della croce sulla scheda elettorale.

Purtroppo la storia , soprattutto la nostra, ci ha dimostrato che ogni filtro o intermediario posto tra cittadino e cittadino nel tempo si è trasformato in una barriera allo sviluppo di rapporti sociali, economici, lavorativi.

Una società fluida ed interconnessa permette uno scambio paritario e la creazione dinamica di reti che si compongono intorno ad idee. Questo è il salto nel vuoto di cambiare il proprio modo di pensare in modo radicale e nuovo.

Passiamo dalla società delle divisioni alla società delle connessioni.

Il cambiamento è una sfida complessa, ma se non siamo pronti ora che non abbiamo più nulla da perdere a mettere in gioco tutto noi stessi inventandoci un nuovo modo di intendere la società intorno a noi, se non rompiamo il barattolo pieno di formalina in cui la nostra società si conserva da troppi decenni, dobbiamo essere consapevoli che domani non avremo un’altra possibilità.

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