Una bella serata senza politica (con la p minuscola)
14 ott 2010 1 commento
in movimento 5 stelle, partiti, politica
Ieri sera dopo il TG di Mentana, c’era Exit, trasmissione che in famiglia vediamo sempre con piacere per l’interesse sui temi che tratta, per il modo in cui lo fa, per la spigliatezza della conduttrice che qualche volta si spinge perfino a fare la famosa “seconda domanda del giornalista”.
L’annuncio era di una trasmissione che avrebbe lasciato da parte per una sera il “teatrino della politica” (parole della D’Amico) per parlare del paese reale. Cappero, ho pensato, finalmente un pò di notizie vere! Speranza subito dopo smentita dalla conduttrice stessa che introduceva gli ospiti ovvero i soliti Cota,Vendola, Cicchitto e Chiamparino – alla faccia della puntata senza politica!!!!
La rezione è stata immediata: spegnere il televisore. Abbiamo bisogno di notizie per capire cosa sta succendendo nel nostro paese, di fatti raccontati, di dare voce a chi normalmente non ce l’ha. Questa politica pervasiva, che entra dappertutto decidendo delle nostre vite e che poi pontifica a reti unificate sui guai che ha causato senza mai mai mai assumenerse la responsabilità MI FA SCHIFO.
La colpa è sempre del governo precedente, dei politici locali o dei politici nazionali a seconda di chi è intervistato, della crisi internazionale, di pippo/pluto/e paperino, della banda bassotti e dell’oroscopo del giorno. Mai una stracazzo di volta che una di queste facce di tolla, da 20 anni in giro a fare danni, si assumesse non dico la responsabilità del passato, ma almeno quella del presente.
E vogliamo parlare delle riforme sempre da fare? Sono cresciuta con il mito della riforma della pubblica amministrazione, dell’istruzione, della giustizia, del lavoro e compagnia cantante. Insomma un paese da riformare alle radici da almeno 20 anni…. e cosa è stato fatto in questi 20 anni da tutti i vari governi che si sono alternati alla sua guida?
Lo ZERO assoluto.
Chiedo a chi ha ancora dubbi che cittadini nella politica non siano all’altezza del compito: perchè, ci ci campa da 20 anni di politica (quella con la p minuscola, quella della poltrona e del partito) cosa cavolo HA FATTO per questo paese?
Il Maresciallo Lo Zito, la CRI e Maria Teresa Letta
07 ott 2010 Lascia un commento
mail mandata al Blog di Beppe Grillo:
Ciao Beppe,
come promesso qualche mese fa, continuiamo ad aggiornare il blog su quello che sta succedendo in Croce Rossa Italiana.
Come ricorderai, abbiamo conosciuto qualche tempo fa il Maresciallo Vincenzo Lo Zito del Corpo Militare della Croce Rossa, dove lavora con la qualifica di funzionario amministrativo.
Il Maresciallo, fino all’11 agosto 2008, ha prestato servizio presso il Comitato Regionale CRI Abruzzo. Nel corso di tale attività ha rilevato diversi illeciti amministrativi compiuti dalla Presidente della CRI Abruzzo, prof.ssa Maria Teresa Letta, sorella del più noto Gianni Letta, come lo stesso Vincenzo ci raccontava in questo video.
Lo Zito ci ha raccontato che per tali illeciti ha provveduto a fare le dovute segnalazioni agli Organi di controllo, tra cui anche la Corte dei Conti; segnalazioni che hanno prodotto sì un’ispezione amministrativa dei revisori dei conti che però è stata sospesa da un pranzo degli stessi revisori dei conti con la Letta!
Il maresciallo ha provveduto a denunciare il tutto guadagnandosi una querela per calunnia (per la quale rischia dai 2 ai 6 anni di carcere), dopodiché è stato trasferito d’autorità ad Assisi. Oltre a Lo Zito, anche tre Direttori Regionali dell’Abruzzo sono stati rimossi dal loro incarico per aver provato a contrastare la gestione della prof.ssa Maria Teresa Letta!
Ora il maresciallo Vincenzo Lo Zito lavora presso la CRI di Assisi, a circa 300 km dalla sua abitazione. Il trasferimento è avvenuto nonostante il maresciallo abbia avuto un infarto, causato dal forte stress, con conseguente intervento chirurgico al cuore. Peraltro il trasferimento è avvenuto nonostante il parere contrario del Collegio Medico Militare della CRI.
Oggi Vincenzo sta affrontando le spese legali sia per essere difeso nel processo penale nato dalla querela dei revisori, che per essere difeso nei tre provvedimenti disciplinari di Stato messi in atto dalla Croce Rossa, che gli ha imputato la responsabilità di aver danneggiato l’immagine dell’Ente, nonché la responsabilità di non essersi recato nei tempi previsti presso la Croce Rossa di Assisi, senza tener conto che la sua condizione di salute sarebbe stata messa a rischio. Ovviamente ha dovuto anticipare le spese legali per difendersi in questi processi, quello penale che forse, dopo due rinvii, avrà la sua udienza preliminare il prossimo 13 ottobre (e che noi seguiremo), e quello di fronte al TAR per difendere il suo posto di lavoro.
Dulcis in fundo, proprio perché Vincenzo non è stato nella condizione psicofisica di fare la spola tra Assisi (PG) ed Avezzano (AQ), luogo di sua residenza, la Croce Rossa ha pensato bene di addebitargli € 22.000,00 per retribuzioni indebitamente percepite con decurtazione del 50% dello stipendio. Tutto ciò nonostante Vincenzo abbia più volte richiesto formalmente di poter prendere servizio presso una sede della CRI più facilmente raggiungibile!
Noi pensiamo che tutto quanto sta accadendo a Vincenzo sia la conseguenza delle sue denunce contro Maria Teresa Letta e per questo abbiamo voluto aiutare il M.llo Lo Zito istituendo una raccolta fondi per contribuire alle ingenti spese legali che sta sostenendo. Possiamo aiutarlo diffondendo la sua storia e partecipando alla raccolta fondi, tramite paypal attraverso il sito www.grilliromani.it o direttamente con versamento su conto corrente bancario IBAN IT59M0558403208000000005743 intestato a Associazione Amici di Beppe Grillo di Roma. Ovviamente pubblicheremo sul nostro sito sia gli importi delle donazioni ricevute sia le fatture con tutte le spese affrontate da Vincenzo di cui le donazioni costituiranno la copertura, nella massima trasparenza e perché tutti sappiano quanto costa ad una persona onesta aver semplicemente detto la verità in questa Italietta di furbetti ed arraffoni.
Gli Amici di Beppe Grillo di Roma
A proposito di Vendola…
01 ott 2010 Lascia un commento
in elezioni, movimento 5 stelle
Vista la schizzofrenia politica che pare aver colpito il nostro paese nell’ultimo anno dell’era B/ter, ultimamente per il web è tutto un proliferare di proposte di unioni, apparentamenti, fidanzamenti, concubinaggi, coabitazioni et similia. E il movimento 5 stelle sta avendo più pretendenti (di sinistra) di una zitella ereditiera, salvo poi essere mediaticamente (tv e giornali) ridimensionato dagli stessi che ci girano intorno come avvoltoi, liquidandoci con sufficienza come movimento giovanile di protesta.
Beh, abbiamo fatto un passo avanti. Prima non parlavano di noi e se lo facevano era per darci dell’antipolitica, ora ne parlano, ci riconoscono come movimento ma cercano di togliere importanza alla rivoluzione culturale che rappresentiamo.
A noi tutto questo non interessa, mi sembra. Facciamo le nostre cose, aderiamo alle battaglie che pensiamo siano coerenti con i nostri valori, ci impegnamo ogni giorno. La storia deciderà quello che siamo davvero.
Quello che invece mi perplime, è l’atteggiamento ambiguo di altri movimenti, forse più di opinione che di impegno nel reale come il nostro, con cui abbiamo comunque fatto (e per certi versi ancora facciamo) una strada importante insieme.
Un esempio tra tutti: l’altro giorno eravamo in piazza davanti Montecitorio con i ragazzi del Popolo Viola, con cui abbiamo diviso parecchie battaglie a partire dallo storico No BDay dello scorso anno fino ad arrivare a 3 giorni fa di nuovo insieme in piazza contro la campagna acquisti della maggioranza per ottenere la fiducia alla Camera.
E’ passato Nichi Vendola, un altro che in questi giorni da una parte ci lancia messaggi ammiccanti sperando forse un appoggio del mov5stelle alle prossime elezioni e che dall’altro va in televisione a parlare di noi con una certa condiscendenza come se fossimo ragazzetti che devono ancora imparare a stare al mondo. I ragazzi del Popolo Viola gli hanno fatto una breve intervista da mettere su web e subito dopo hanno iniziato ad urlare “urgente urgente, Nichi presidente”, mentre un ringalluzzito Vendola se ne andava, forse a raggiungere quel Maroni ministro dell’Interno con cui lo abbiamo visto amabilmente scherzare in alcune immagini rubate dal TG de LA7.
Nutro una personale neutralità nel confronto dell’uomo Vendola, ma devo dire che entrambi gli episodi, l’acclamazione da parte dei ragazzi del Popolo Viola e l’atteggiamento confidenziale con Maroni, mi hanno dato ENORME fastidio.
La prima perchè mi rendo conto molte delle persone con cui dividiamo battaglie importanti non sono ancora pronte per il salto di qualità, ovvero passare dall’attesa dell’uomo “nuovo” (nuovo si fa per dire nel caso di Vendola, visto che a tacer di tutto il resto è dal 1992 che sta in Parlamento fino al 2005 che è diventato Presidente della Puglia, carica che ricopre tutt’ora) che risolve i problemi di tutti all’impegno personale nel cercare di trovare insieme un modo per risolverli.
Il secondo, ovvero il cameratismo tra personalità che dovrebbero esprimere culture (oddio, cultura e Lega sono due concetti che fanno a cazzotti, ma spero di aver fatto capire il senso di quello che voglio dire) e valori opposti mi da un brivido sulla schiena: perchè tutta questa confidenza e complicità? Mi viene da pensare che anche io con colleghi di lavoro che la pensano in modo diverso da me ho comunque un rapporto assolutamente civile, a volte complice. Ma sono colleghi di lavoro, appunto. Con cui divido la mia giornata per necessità (lo stipendio) e per obbligo (il buon andamento dell’azienda). Non per passione.
Ecco perchè la politica NON deve essere un lavoro, ma un servizio civile e civico: non si può ridurre a cameratismo tra colleghi la passione che ti porta a confrontarti e discutere sulla tua idea di società, nazione, civiltà cercando la sintesi più ampia possibile per il bene del tuo paese…. Io cittadino mi sento fregato come il datore di lavoro con i dipendenti che fanno comunella per imboscarsi invece che dare del loro meglio per darmi il miglior servizio per i quali vengono profutamente pagati….
Insomma, io con QUESTA politica non voglio avere davvero nulla a che fare.
Woodstock significa speranza.
27 set 2010 5 commenti
in movimento 5 stelle Etichette: w5stelle, woodstock5stelle
Se la speranza avesse un colore, sarebbe l’azzurro terso del sole di ieri a Cesena. Come se anche il cielo avesse aspettato noi ed il nostro entusiasmo per passare dalle nuvole incerte di sabato all’esplosione di una tardiva estate di ieri. Come se anche il cielo avesse provato a dimostrarci che non esistono nuvole che con la nostra volontù non possiamo mandare via.
Sabato è stata una giornata interlocutoria: il viaggio, ritrovare gli amici da tutta Italia che senti ad a cui scrivi, condividendole, le tue frustrazioni da battaglie mai vinte completamente, abbracciarli e ritrovare nei loro occhi allegri la stessa voglia di cambiare tutto che è poi quella che ogni giorno ti fa dedicare un pochino di te agli altri. E rinnovare con loro l’impegno di rinsaldare la rete che ci unisce: Peppe, Marco e Vincenzo di Parma, Asli di Milano, Marco, Roberto e Salvio della Campania, Ale Cuppone di Bologna, il buon Franco Dell’Alba che sembra tornato ragazzino, Vittorio e Davide di Torino, gli amici dell’Umbria (Michele mancavi solo tu) e tanti tanti altri. Sono gli amici che vedi ogni tanto con cui basta una mezza parola ed uno sguardo per entrare in immediata risonanza. Sono quelli con cui condividi la parte migliore di te e che ti spingono, solo per il fatto che esistono nella tua vita, a migliorarti ancora. Sono con quelli con cui, dopo due minuti che chiacchieri, hai già tirato giù una lista di cose da fare insieme che ti hanno riempito la vita fino all’anno prossimo. Ed altre se ne aggiungono casualmente, perchè ecco che mentre sei in fila per una birra il ragazzo davanti a te si gira e ti chiede se sei di Roma e se lo puoi aiutare perchè a casa sua a Genova gli stanno costruendo un gassificatore sotto il naso e tu ci sei già passato con quello di Malagrotta. E ti scambi idee e mail per inserire anche lui nella tua rete, ampliando esperienze e relazioni.
La musica è di sottofondo a tutto, ogni tanto un cameo di meraviglia come il duetto tra Dario Fo e Beppe Grillo ti cattura per fissarsi nella tua mente come attimo prezioso da custodire tra le emozioni di questi due giorni, ogni tanto un ritmo che ti prende di più ti porta a ballare sul prato ringraziando mentalmente ed in ordine sparso dio per essere viva, beppe per aiutarti a sentirti viva e te stessa perchè ogni giorni ti impegni a rimanere viva e saper godere ancora della magia di istanti di pura felicità.
Felicità che diventa ilarità quando ogni tanto incroci patetiche figure che ben conosci perchè magari ci hai diviso pezzi di sogno, ma che il tempo galantuomo ti ha svelato la piccola cosa che sono: meschine genti in cerca di personali visibilità invece dell’emozione che si vive partecipando alla costruzione di un sogno. Le incontri mentre si agitano come anime dannate vicino le transenne cercando un varco per infilarsi nel retropalco, magari sperando che un occhio di bue benevolo incappi in loro e le riporti in auge. Ma in questo movimento non si vive di luce personale, la nostra luce è forte perchè viene da tutti quelli che ci credono e se la portano dentro e la diffondono senza neanche sapere di farlo. Siamo piccole lucciole che nel buio si indicano reciprocamente un sentiero, seguici e saremo tutti luce. E di nuovo sarà giorno.
E si è fatto davvero giorno, è domenica, alle 10 e mezza il palco è già in piena attività, la musica vibra nell’aria pulita e frizzante del mattino, incontri Filippo dello staff che ti presenta la sua bellissima famiglia e ti fermi a chiacchierare con loro di futuro e di emozioni.
Poi arriva Beppe e scendendo dal palco incontra persone, stringe mani, ha una battuta per tutti. E’ raggiante, ti vede e ti abbraccia stretto stretto e poi ti racconta subito che stamattina presto è andato a fare un giro nella zona tende e camper ed ha svegliato uno portandogli il caffè, l’occhio birichino del monello che sa di aver fatto una simpatica marachella. Poi diventa d’improvviso serio, guarda tutti negli occhi e dice “ragazzi, noi oggi qui stiamo facendo la storia” e tu sai che non è retorica ma è vero, vivo questa sensazione del giorno del primo Vday ed ormai sono passati 3 anni. E l’emozione ed il senso di sacralità di questo momento ti stringe la gola per la commozione quando senti le sue parole dal palco, parole che hai sentito decine di volte in consessi pubblici e privati, sempre forti, sempre chiare, sempre dirette. Ma che oggi, sul prato di Cesena, ti circondano e come un tornado di lanciano verso un futuro che esisterà solo se ognuno di noi contribuirà a costruirlo giorno per giorno OGGI.
Ti lasci andare alla vertigine della storia: e ti ricordi della scommessa del primo Vday, della corsa per fare la nostra prima lista, degli errori e delle ingenuità, degli amici persi e di quelli trovati, dei compromessi con te stessa e della rabbia per averli fatti, del sollievo provato quando te ne sei liberata e del senso di solitudine di quando gli altri non capivano questa tua scelta, degli sguardi e della parole degli altri che non ti hanno capito per mesi e poi della loro rabbia contro se stessi per non aver capito prima, delle nuove sfide affontate insieme quando l’abbraccio tra noi si è ricomposto, del futuro che ci aspetta… e quest’onda di emozioni, di vita vissuta e di vita da costruire per un attimo ti sommerge e ti sembra quasi di non riuscire a riemergere…. chiudi gli occhi e ti lasci attraversare da questa scarica di emozioni….. ed i tuoi sensi sembrano risvegliarsi….. vedi il tuo futuro con nuovi occhi, senti la calda carezza del sole che passa la pelle e ti scalda il cuore, odori il fresco profumo di libertà di cui parlava paolo borsellino, assapori di nuovo il gusto di fare la cosa giusta per il tuo paese e senti la musica…
I feel good canta James Brown ed è maledettamente vero: I FEEL GOOD.
Gasparri ha ragione…. chi lo avrebbe detto!
15 set 2010 Lascia un commento
Sentivo distrattamente una trasmissione alla TV e mi ha colpito quello che ha detto… oddio detto… diciamo biascicato un sempre spassoso Gasparri.
Si riferiva e commentava, ovviamente nei limiti delle sue possibilità, la famosa frase di Fini nel discorso di Mirabello: ” il Popolo della Libertà è composto da Forza Italia più qualche colonnello e qualche capitano di AN che ha cambiato generale e che forse già sta pensando di cambiarlo di nuovo.”
E Gasparri ha elaborato un pensiero originale che va ripentento a mo’ di mantra ipnotico da subito dopo il discorso di Fini e che solo oggi ho esaminato: non sono i colonnelli che hanno cambiato generale ma il generale che ha cambiato pensiero.
Ma solo oggi ho improvvisamente realizzato che il geniale Gasparri ha ragione: in fondo lui, La Russa, Matteoli, Alemanno sono sempre stati dei simpatici picchiatori con il bisogno dell’uomo forte che elaborasse il pensiero guida al posto loro. E sempre saranno così, immutabili ed identici a se stessi finchè vivranno.
Il generale che seguivano prima ha davvero cambiato pensiero; che sia per opportunismo politico o illuminazione divina sulla via di Damasco o rigurgito di dignità sarà lo storia a giudicarlo.
Mentre loro sono lì, fermi, inchiodati, mummificati nella posizizione del sottopancia dell’uomo forte e tali rimaranno.
E quindi sì, oggi è successo l’imponderabile: Gasparri ha ragione!
Ritornare a scrivere
13 set 2010 Lascia un commento
in Etica e Legalità, Informazione/Disinformazione, Senza Categoria
Ho bisogno di tornare a scrivere. Mettere nero su bianco pensieri caotici che sbattono nella mia testa come colibrì in gabbia forse mi aiuterà a capire cosa sta succedendo intorno a me. Come siamo potuti finire così in basso. Se la luce che si intravvede alla fine del tunnel che pensavamo cieco è finalmente l’uscita o una locomotica lanciata a tutto vapore contro di noi…..
E comunque ancora mi sfugge come ci siamo finiti, in quel tunnell…… 15 anni di involuzione culturale, sociale, civile, etica. Abbiamo toccato il fondo e poi iniziato a raschiare non contenti di quanto in basso eravamo caduti. Abbiamo vissuto con la testa sotto la sabbia peggio del più stolto degli struzzi, perchè abbiamo lasciato che il futuro di una generazione e mezza (la mia è la mezza, quella tutta andata è quella di mia sorella…) si bruciasse dentro il falò delle vanità.
E come sempre, quando non capisco una cosa, quando un’idea è così assurda che non riesco a definirla, darle vita su carta o su una tastiera me ne fa individuare i contorni, anche se ancora adesso non ne capisco i meccanismi di funzionamento.
Ma da qualche parte dovrò pur iniziare….
Rimedi della nonna contro il lavaggio del cervello
10 gen 2009 Lascia un commento
in Etica e Legalità, Informazione/Disinformazione Etichette: craxi, disinformazione, legalità, loggia P2, magistratura e politica
ovvero come attrezzarsi contro la riscrittura della storia ad opera di chi possiede i mezzi di informazione…
invito tutti, mia sorella di 21 anni soprattutto (bella de casa, lo faccio per te e per preservare la tua futura capacità di giudizio…) a vedere l’intervento di Travaglio che posto qui sotto relativamente alla figura di Bettino Craxi.
Come ben spiega Travaglio alla fine, si sta realizzando in Italia in questi ultimi mesi quello che era il sogno eversivo di Licio Gelli (che non periente è tornato in TV, il mezzo di comunicazione più di massa che ci sia): il controllo da parte di pochi sui molti!
In altri posti del mondo, questo si chiama dittatura. Qui da noi la chiamano in vari modi, tutti fuorvianti: adeguamento della costituzione, depoliticizzazione della magistratura, tensione verso il presidenzialismo ed altre menate del genere.
E questo controllo ovviamente si realizza controllando le informazioni che formano, giorno dopo giorno, il convincimento delle persone, la capacità di discernimento dei cittadini. Formare e manipolare il consenso popolare fa sì che i pochi possano continuare manovrare indisturbati.
Io vorrei che rimanesse agli atti, perchè il lavaggio del cervello che ci stanno facendo non abbia effetto, cosa è veramente successo e chi fosse Bettino Craxi.
Nota di colore: Antonio Craxi, il fratello folgorato dal Sai Baba (o folgorato e basta), è stato il mio professore di inglese per i primi 3 anni di liceo.
E’ l’unico Craxi di cui ho piacere di avere un ricordo.
Tre moglie e marito non mettere il dito… dice il politico!
30 dic 2008 Lascia un commento
in Etica e Legalità, magistratura e politica Etichette: autorizzazione a procedere, casta, magistratura e politica

Questa è davvero troppo bella…..
Dopo aver assistito ieri sera agli approfondimenti del TG2 in cui metà tempo era dedicato al meglio degli eventi e dello sport del 2008 e subito dopo, per alleggerire la serata dopo questi temi un pò ostici (oh, quando uno fa informazione, fa infomazione, mica te le scegli le notizie!) , e metà tempo all’approfondimento della fondamentale tematica del perchè si dice che l’anno bisestile porti sfortuna (con tanto di citazioni in latino, oh!) , quasi quasi pensavo che non fosse accaduto nulla di rilevante in questa nostra Italietta da cabaret.
Ed invece no, qualcosa è successo e per fortuna ci pensa Marco Travaglio a ricordarcelo!
Capita in questi giorni di bufera giudiziaria sui politici (soprattutto PD) che la Giunta per le autorizzazione a procedere della Camera si riunisca per decidere se concedere graziosamente ai giudici la possibilità di indagare sul deputato PD della Basilicata Salvatore Margiotta.
Perché vi rendiate conto di cosa succede, riporto dall’intervento di Travaglio via web di ieri il verbale della seduta che si è tenuta in giunta per le autorizzazioni a procedere il 17 dicembre, una settimana prima di Natale.
“Destra e sinistra si ritrovano amorevolmente insieme.
Il relatore, nonché presidente della giunta, è Castagnetti, compagno di partito di Margiotta, ex Margherita ora PD. Prima curiosità.
Castagnetti riassume molto puntualmente tutta la vicenda petrolifera con la presunta promessa di tangenti a Margiotta.
Notate che io non conosco Margiotta, non ho la più pallida idea se sia giusto o meno mandarlo in galera: sia chiaro, non ho nessun interesse e non me ne importa niente.
Stabilisco un principio: è il giudice che deve decidere se Margiotta e i suoi complici presunti tali devono finire ai domiciliari oppure no.
Gli altri ci sono finiti, Margiotta no perché è un Mandarino della Casta.
Allora vediamo con quali motivazioni gli hanno dato questo privilegio.
Parla Margiotta, il quale dice che potrebbe dimostrare il fumus persecutionis perché Woodcock non è la prima volta che si occupa di lui.
Cioè, secondo lui è una persecuzione il fatto che un magistrato a Potenza si occupi più di una volta di un politico.
Sarebbe come dire, mutatis mutandis, che ogni tanto c’è un tipo che viene preso perché scippa le vecchiette e la terza volta che lo prende lo stesso poliziotto dicesse: “ah ma lei ce l’ha con me, è la terza volta che mi prende!”. E l’altro, giustamente, potrebbe dire: “ma se lei smettesse di scippare le vecchiette…”.
Secondo lui il fatto che Woodcock si sia già occupato di lui in altre inchieste non è sinonimo del fatto che lui tiene dei comportamenti border line, ma del fatto che Woodcock ce l’ha con lui. E’ fantastico come ragionamento!
Dice: “Sempre il dott. Woodcock, in altro procedimento, avanzò richiesta al GIP di inoltrare alla giunta altre conversazioni telefoniche riguardanti me…”.
Tra l’altro questo Margiotta, che opera e viene eletto in Basilicata, a Potenza ha la moglie che faceva il Capo della Squadra Mobile, cioè che teoricamente avrebbe dovuto indagare su di lui: immaginate il conflitto di interessi.
Questa sarebbe la separazione delle carriere da fare: il parlamentare non può avere la moglie Capo della Polizia nel posto dove svolge le sue funzioni.
Si potrebbero separare queste carriere, le hanno separate dopo queste indagini, naturalmente, non prima.
Quindi Margiotta dice: “potrei dire che c’è il fumus persecutionis, ma sono un signore e non lo dico.
Potrei dire che ce l’hanno con me, ma sono un signore e non lo dico.
Preferisco dire – meno male – che non ho preso tangenti”.
Interviene Brigandì, della Lega. Notate che questi sono quelli che nel ’92-’93 sventolavano le forche.
Adesso nessuno vuole le forche, per carità: si vorrebbe semplicemente che difendessero il principio “La legge è uguale per tutti” e “Gli arresti li decide il giudice e non l’interessato”.
Brigandì è fantastico… leghista eh!
Chiede a Margiotta: “Lei ritiene che la vicenda sia caratterizzata da un fumus persecutionis nei suoi confronti?”.
Risposta di Margiotta: “Si.”.
Fantastico, è l’autocertificazione: il fumus persecutionis lo fanno decidere dall’interessato.
A questo punto interviene – seduta successiva, 18 dicembre, hanno lavorato troppo, si ritrovano il giorno dopo esausti da questa prima audizione – Paniz, del Popolo delle Libertà, e dice: “La linea seguita dalla nostra parte politica è stata e sarà costante, a prescindere dall’appartenenza dei deputati interessati.
Il nostro schieramento sarà sempre a guardia delle garanzia di libertà che la Costituzione e la legge assicurano ai parlamentari e ai cittadini”.
Ai cittadini un par di palle, come si direbbe in inglese raffinato, perché queste sono garanzie che si danno ai parlamentari.
Il cittadino non può rivolgersi alla giunta della Camera per farsi tutelare, il cittadino finisce in galera e basta.
Lui si vanta: “orgoglio di appartenere a uno schieramento politico…” che ogni volta che il giudice chiede di procedere nei confronti di un parlamentare risponde sempre di no, a prescindere dal colore così non ci sbagliamo.
Questo è l’ottimo Paniz di Forza Italia.
E dice che “la libertà personale può essere limitata solo in caso di pericolo di fuga o di circostanze che possono mettere a repentaglio la genuinità delle prove”.
E in effetti proprio per questo si chiede di mettere Margiotta ai domiciliari, ma Paniz dice: “nel caso dell’On. Margiotta mi sembra evidente la carenza di questi presupposti”.
Decide lui: invece del giudice, i presupposti per la custodia cautelare li decide Paniz.
Antonio Leone, sempre Popolo della Libertà, va anche oltre. Dice – sentite questa che è meravigliosa – che Woodcock non è nuovo a iniziative di questo genere, è un persecutore di politici.
Già in passato ha indagato su politici e questo, secondo lui, è già un indice di devianza. Poi aggiunge: “Il Woodcock avanzò altresì domanda di utilizzo di intercettazioni telefoniche di conversazioni tra il Margiotta medesimo e la di lui moglie, in barba al motto popolare per cui ‘tra moglie e marito non mettere il dito’”.
Questi sono atti parlamentari, sono parlamentari della Repubblica che rappresentano noi e che citano dei proverbi per dire che non bisogna arrestare o intercettare una persona.
C’è un’indagine sulla moglie, capo della Mobile di Potenza, dell’On. Margiotta. Woodcock giustamente manda le telefonate perché quando coinvolgono il marito bisogna chiedere il permesso al Parlamento, se il marito è parlamentare.
Bene, secondo Leone se una moglie indagata parla con il marito bisogna interrompere le intercettazioni perché lo dice il proverbio: “tra moglie e marito non mettere il dito”.
Questi sono grandi giuristi, grossi giureconsulti. La prossima volta dirà “tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino” oppure “campa cavallo che l’erba cresce”… cose del genere.
“Finiamola con questi processi, se il processo dura da un anno lo chiudiamo perché campa cavallo che l’erba cresce”.
e con questa nota di colore, auguro a tutti Buon Anno Nuovo…. che sarà durissimo!!!
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
I maiali alla diossina…
22 dic 2008 Lascia un commento
in consumatori, inceneritori, salute Etichette: consumatori, inceneritori

Posto qui la comunicazione inviata dalla dott.ssa Patrizia Gentilini sulla questione dei maiali alla diossina.
____________________________
Invio, con preghiera di diffusione, il comunicato stampa – che indico di seguito – che il Direttivo Nazionale di Medicina Democratica ha redatto domenica scorsa a Firenze sul problema dei maiali alla diossina.
Vorrei inoltre richiamare l’attenzione su quanto pubblicato da un settimanale di tiratura nazionale (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Sos-bambini/2052441//0) circa il preoccupante aumento di incidenza di cancro nell’ infanzia.
Ancora una volta i dati che con la lettera aperta alcuni medici avevano diffuso il 18 luglio (pubblicata integralmente solo sul blog di Beppe Grillo il 28 luglio col titolo “i nuovi Erode”) trovano conferma.
Con soddisfazione possiamo constare che anche il più illustre oncologo d’ Italia [Veronesi-ndr] ammette che la presenza di diossina nel latte materno deve far riflettere e che forse dobbiamo salvare i nostri bambini con un mondo pulito.
Non possiamo però dimenticare che chi afferma ciò è la stessa persona che pubblicamente ha rassicurato su inceneritori, OGM, elettrosmog…..ma, evidentemente, quando l’evidenza non può più essere negata, viene il momento del ravvedimento e questo ci lascia ben sperare.
Ricordo che il 18 novembre quando, con colleghi da tutta Italia, abbiamo fatto nel salone comunale di Forlì un incontro su “Diossina e Salute” non c’erano nè il Sindaco, nè altri amministratori ad ascoltarci.
Auspico quindi che alla prossima occasione chi amministra questa città mostri più attenzione a chi cerca di fornire informazioni e strumenti di conoscenza indipendenti. Prima o poi – magari “obtorto collo” – il ravvedimento vien per tutti e, come direbbe il proverbio: “meglio ravveduti oggi che ammalati domani”.
Distinti Saluti
Dott.ssa Patrizia Gentilini
Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Forlì
Medicina Democratica
COMUNICATO STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA
Inceneritori e diossine negli alimenti
Da dove viene la diossina nella carne? Ci dicono dai mangimi. E nei mangimi come ci arriva? Solo, “accidentalmente” da oli contaminati? E gli animali contaminati dove vanno a finire? Chi ci assicura che non
diventeranno nuovi mangimi direttamente o ancor più con l’incenerimento?
La notizia che anche questa volta non è stata data nella vicenda dei “maiali (e non solo) alla diossina” è che la diossina proviene per la maggior parte dall’incenerimento di rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.
Da qui la follia di di volere costruire nuovi inceneritori ed ampliare quelli esistenti con la inevitabile conseguenza di aumentare la diossina che va a finire nei nostri piatti.
Medicina Democratica ribadisce la sua assoluta contrarietà a questi impianti nocivi, costosi ed assolutamente inutili.
Medicina Democratica denuncia, inoltre, come pericoloso il consumo di alimenti di qualsiasi tipo già contaminati essendo la diossina un contaminante persistente che si accumula nei viventi.
In particolare non esiste una esposizione “accettabile” alle diossine o ad altri inquinanti cancerogeni al di sotto della quale non vi sia rischio per le persone.
Il Comitato Direttivo di Medicina Democratica
Firenze 14 dicembre 2008
Conto Roberta Città aperta
11 dic 2008 Lascia un commento
in consumatori

Stavo riflettendo sul fortunatamente chiuso caso Roberta vs TIM. Una delle cose che più mi ha mandato in puzza è stato, una volta capito cosa fosse successo, prendere atto che con il mio conto in banca e con i miei soldi, tutti possono fare tutto.
200 euro vengono inopinatamente prelevati dal tuo conto in banca e tu consumatore ti devi sbattere per far valere le tue ragioni.
La tua banca, i cui servigi paghi PROFUMATAMENTE, non ti tutela per nulla ma lascia che anche con un ampio preavviso da parte tua che negherebbe l’autorizzazione al prelievo, chiunque pur NON avendo titolo possa accedere ai tuoi soldi.
Che tu recupererai, FORSE, e se oltre ad incazzarti trovi il canale giusto, in comodi 60/90 giorni.
Ovviamente non parlo prorpio di un signor chiunque: parliamo di compagnie telefoniche, assicurative, bancarie, finanziarie et similia.
Come si diceva in questi casi? Cane non morde cane…. con il massimo rispetto per i cani!







