Come ti italianizzo l’Europa…

Ve la ricordate l’estate del 2005 dei furbetti del quartierino? Qaundo Fazio, Fiorani, Ricucci, Consorte e le loro controparti politiche inciuciavano alle spalle del mercato, della Consob, dei consumatori per scalare in modo occulto BNL, Antonveneta ed il Corriere della Sera?

Ve le ricordate le intercettazioni disposte dalla procura di Milano che portarono ad intercettare anche D’Alema, Fassino, Latorre e non perchè fossero loro ad essere direttamente intercettati ma perchè si telefonavano tubando amabilmente con i furbetti di cui sopra?

Mi sono domandata che fine abbiano fatto le richieste della magistratura di acquisire le intercettazioni ai parlamentari di spiccate virtù che ho menzionato a 3 anni di distanza.

Per quanto riguarda Latorre, il Senato continua a non rispondere alla Procura di Milano che vuole usare le telefonate per valutare se egli abbia concorso o meno nell’aggiotaggio contestato a Consorte.

E recentemente* il Parlamento Europeo ha risposto no alla richiesta della Procura di Milano di usare le telefonate per vedere se c’era un concorso di D’Alema nel reato di aggiotaggio contestato a Consorte. Ma dal punto di vista politico, queste cose dovrebbero essere valutate e bisognerebbe valutare anche quel “no” del Parlamento Europeo.

Il Parlamento Europeo è stato intortato dalla commissione giuridica presieduta da Peppino Gargani di Forza Italia, tant’è che ha risposto dicendo: “ma non esiste più l’autorizzazione a procedere contro i parlamentari, perché ci chiedete l’autorizzazione a usare le telefonate? Usatele pure, tanto si possono processare i parlamentari in Italia dal 1993″. Ecco, è evidente che qualcuno l’ha raccontata male questa cosa, ai parlamentari europei, li ha intortati.

E chi può averli intortati, visto che il presidente della commissione è di Forza Italia e tutti hanno votato, Forza Italia, DS, Margherita, Lega Nord, UDC, a favore di D’Alema. Nessuno ha avuto il coraggio di raccontare ai parlamentari europei che l’Aula di Bruxelles non era chiamata a dare l’autorizzazione a procedere contro D’Alema, ma all’uso delle telefonate.

L’Italia è un Paese talmente tragicomico da avere una legge, la legge Boato, fatta dalla sinistra e dalla destra insieme che stabilisce che se il magistrato intercetta un delinquente a colloquio con un parlamentare, per usare le telefonate a carico del parlamentare, anche se l’intercettato era il delinquente, bisogna chiedere il permesso al Parlamento.

Dato che D’Alema era al Parlamento Europeo hanno chiesto a lui che ha risposto: “ma noi non siamo chiamati a dare l’autorizzazione a procedere”. Eh no! Siete chiamati a dare l’autorizzazione all’uso delle telefonate. Il fatto è che hanno risposto alla domanda “che ore sono?”, “giovedì”. Con la risposta “giovedì”, i magistrati che vogliono sapere che ora è non possono saperlo, cioè non potranno usare queste telefonate. Il fatto che in malafede parlamentari italiani di centrodestra e centrosinistra si siano intortati l’intero Parlamento, da l’idea di come siamo malmessi e soprattutto di come saremmo meglio messi se almeno queste persone che da tre anni si sa che cosa fanno con gli impicci finanziari fossero state mandate a casa. Invece, se tutto va bene, Veltroni perde le elezioni europee e il PD se lo prendono D’Alema e Latorre.

Allegria!

* dal blog di TRavaglio, Gomez e Corrias

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.