Romani-Gassificatore Malagrotta: 1-0

Alla fine ci ha pensato la Magistratura a mettere un fermo alle milioni di irregolarità che ci sono state e ci sono tuttora nella gestione dei rifiuti a Roma.

Si tratta in realtà di uno stop momentaneo, ma è a mio avviso il segno che ancora c’è qualcuno che vigila perchè la legge non sia solo un mero esercizio intellettuale di frustrati giuristi.

Il gassificatore di Malagrotta (l’inceneritore dove dovrebbero finire ogni giorno 4.500 tonnellate dei nostri rifiuti)  è stato provvisoriamente sequestrato perchè non presenta la certificazione antincendio e non risponde ad altri requisiti di legge.

Strano, per un impianto la cui tecnologia si basa su tecnologia svizzera Thermoselect (chiamata anche Thermodefect dalla stampa tedesca) che in Germania ha dovuto chiudere un impianto analogo per problemi operativi che hanno comportato fughe di gas tossico e pericolo di esplosione ed incrinature nel cemento della camera ad alte temperature provocate dalla corrosione e dal calore, e perdite di liquido da un bacino di sedimentazione che conteneva acque di scolo contaminate da cianuro. Proprio strano.

Di fronte a questa evidenza la Regione Lazio ha autorizzato il cambiamento dei progetto tecnico del gassificatore a Malagrotta in base a protocolli tecnici IGNOTI e che solo in fase di collaudo vedremo SE e COME funzioneranno, dopo aver speso milioni di euro per la sua costruzione (ovviamente nostri) e senza garanzie per la nostra salute.

Se succede qualcosa al gassificatore si innesterà una reazione a catena dalle conseguenze difficilmente prevedibili perchè a distanza di pochi metri c’è la Raffineria di Roma, un inceneritore ospedaliero, un deposito di GPL, una piccola centrale elettrica e vari capannoni industriali. Per questo la certificazione anticendio è cruciale, così come la messa a norma del serbatoio dell’ossigeno liquido che era di dimensioni superiori rispetto a quelle di legge.

Tutto questo in una zona che la è catalogata a richio incidente rilavante dalla direttiva europea Seveso 2, dal nome del più grande disastro chimico ambientale europeo che avvenne in Italia nel 1976.

Insomma, è come se entrassimo con un fiammifero acceso in mano in una stanza piena di gas…… che probabilità ci sono che non succeda nulla?

Ed infine, quando sarà ufficiale che il gassificatore NON funzionerà e verrà bloccato definitivamente, e la discarica nel frattempo sarà stata chiusa perchè ben oltre il suo ciclo di attività, Roma sarà invasa dai rifiuti proprio come Napoli.

Tutto questo nel più assoluto silenzio delle nostre istituzioni. O quasi….. vedi il video qui sotto…

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