La Class Action in vigore in Italia da gennaio 2010

riporto qui le mie considerazioni sul testo normativo che fa entrare in vigore anche in italia la class action o azione collettiva.

ricordo brevemente cosa è la class action ovvero è uno strumento giuridico di che rende possibile la gestione collettiva di interessi di natura individuale , cioè con la Class Action tutti i consumatori/cittadini colpiti da uno stesso fatto illecito possono riunire le loro azioni legali in un’unica causa.

metto qui un link ad una discussione in cui avevo postato delle schede informative sintetiche su cosa fosse la class action, come fosse l’esperienza americana da cui deriva, cosa si stava all’epoca discutendo come proposte di legge e cosa chiedevamo noi come gruppo di lobbying reset class action national group.

soprattutto vorrei evidenziare cosa chiedevamo noi:

1. Legittimato attivo è chiunque abbia patito un danno
2. L’azione collettiva stabilisce immediatamene sia il diritto leso che l’entità del risarcimento
3. Sono inclusi i punitive damages (ovvero un risarcimento per il danno patito che vada oltre il mero valore del danno a scopo punitivo della condotta illecita)
4. E’ prevista l’opt-out provision (la possibilità di uscire in qualsiasi momento dalla classe)

ora, andando a leggere i testi che costituiscono la normativa di referimento, possiamo vedere come è stato costruito questo strumento in Italia.

il punto 1 è stato accolto, anche se limitatamente ai consumatori (e non a tutti i cittadini). Ovvero tutti i consumatori/utenti, e non solo le 16 associazioni consumatori riconosciute dal ministero dello sviluppo economico, come era nella prima versione dei decreti attuativi, sono legittimati a proporre questa azione. il che è un bene. passare infatti dalle 16 associazioni dei consumatori, però, avrebbe comunque creato un filtro tra il consumatore/utente il cui diritto era stato leso e la possibilità di avere giustizia che avrebbe dato troppo potere discrezionale a dei soggetti che dal ministero dello sviluppo ricevono soldi e personale, in una evidente situazione di conflitto di interessi.
il male è che devi essere inquadrato in un rapporto contrattuale (anche l’acquisto di un bene è un contratto o il consumo di un prodotto) per poter accedere all’azione collettiva. tanto per capirsi, se domani decidiamo di fare una causa collettiva ad un’industria perchè ha inquinato il nostro territorio, al momento non è possibile perchè con quell’industria non abbiamo un vincolo contrattuale che ci lega.

il punto 2 anche è stato accolto, la sentenza liquida immediatamente il danno subito evitando di dover successivamente al riconoscimento del danno dover fare causa di nuovo per vedersi riconosciuto il quantum. con conseguente aggravio di tempi e costi per il consumatore/utente. per fortuna così non sarà.

per quanto riguarda il punto 3, nulla è detto in realtà. la norma recita che “Se accoglie la domanda, il tribunale pronuncia sentenza di condanna con cui liquida, ai sensi dell’articolo 1226 del codice civile, le somme definitive dovute a coloro che hanno aderito all’azione o stabilisce il criterio omogeneo di calcolo per la liquidazione di dette somme.” quale siano i criteri di liquadazione dei danni vengono stabiliti solo “in caso di accoglimento di un’azione di classe proposta nei confronti di gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, il tribunale tiene conto di quanto riconosciuto in favore degli utenti e dei consumatori danneggiati nelle relative carte dei servizi eventualmente emanate.” vediamo cosa stabilirà la giurisprudenza per gli altri casi, ma certo è trattandosi di inadempimenti contrattuali o derivanti da obbligazioni tra le parti c’è da chiedersi che tipo di risarcimento punitivo abbia senso…..

alla fine il punto 4 non è proprio menzionato, ovvero la possibilità in ogni momento di poter uscire dalla “classe”, mentre resta salva la possibilità di poter cmq esperire un’azione individuale per chi non aderisca a quella collettiva.

ovviamente ci sono poi altri punti che andrebbero dibattuti (tipo la pubblicità dell’azione collettiva a carico della classe prima e delle parti dopo…) ed invito chiunque voglia farlo a proporre argomenti.

insomma, si tratta di un mezzo successo o di un mezzo fallimento, a seconda da che parti la si guardi. ma probabilmente, visto da dove partivamo qualche anno fa e considerata la classe politica avulsa dalla vita quotidiana dei cittadini che ci governa, una legge del genere è un primo passo avanti.

a noi la responsabilità di continuare l’azione di lobbying politica per una VERA class action.

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