UNA MAMMA MANNARA A ROMA – 1° puntata: L’anagrafe

A volte viene da desiderare i super poteri e la cattiveria di un lupo mannaro per difendere i propri cuccioli!

Se sei madre a Roma, oltre tutto quello che la maternità comporta dal punto di vista fisico, emotivo, lavorativo etc, devi anche mettere in conto di diventare un incrocio tra She-Hulk, Plastic Man e Gandhi. Devi sviluppare doti di superforza fisica per incollarti il passeggino ad ogni ostacolo, impari ad allungare il tuo corpo per incuinearti nei millimetri tra le portiere per tirare fuori il pupo dalla macchina e diventi una fervente sostenitrice della non violenza per evitare di prendere a capocciate chiunque sistematicamente ti metta i bastoni tra le ruote negli adempimenti burocratici che la creatura comporta.

Partiamo dai fondamentali: bimb@ nasce e tu lo denunci all’anagrafe. Sembrerebbe una bazzecola, ma non nel Comune di Roma.

Per tutti: devi essere fortunata ed aver trovato un ospedale con l’ufficio interno dell’Anagrafe, altrimenti metti in conto di perdere una mezza giornata di lavoro. Se sei sposata il padre potrà andare a fare tutti i giri, se convivente o single tocca tutto a te.

Nel caso dell’ufficio interno, se sei sposata, va sempre il papà a fare la denuncia e tu ti puoi riposare dalle fatiche del parto spupazzandoti il pargolo.

Per le madri non sposate o single appena sei in grado di alzarti dal tuo letto di dolore, ti trascini stancamente a fare tu tutti i giri per l’ospedale. Che sono: andare in sala parto dove l’ostetrica ti rilascia un foglio dove c’è scritto che il giorno X all’ora Y tu, proprio tu, hai partorito un bimbo/bimba. Con quello vai nel reparto e ti rilasciano un altro foglio di conferma che il bimbo è vivo ed è ricoverato lì. Incidentalmente è menzionato anche il padre, ma solo se ha riconosciuto la prole. Con questi due fogli vai all’ufficio dell’Anagrafe dell’ospedale e finalmente dai all’amato bene un nome e cognome ed una residenza (anche qui, dipende se sei sposato o nubile, perchè se anche il padre lo riconosce, la residenza sarà sempre quella della madre).

Insomma, se sei tanto fortunata di capitare in una struttura dotata di siffatta meraviglia tecnologica….. hai svoltato! Dopo di che ti predisponi in paziente attesa perchè dopo circa 15 giorni il bimbo comparirà nel tuo stato di famiglia. Si sa, il criceto la cui corsa nella ruota alimenta il collegamento tra il computer dell’ospedale e quello del Comune di Roma ci mette un pò……

Perché capisci che creare un servizio di autocertifcazione tramite web collegato direttamente con il sito dell’Anagrafe con invio dei documenti originali tramite posta certificata o tradizionale sarebbe troppo all’avanguardia!

Senza poi andare nelle ipotesi di pura fantascienza come dotare la sala parto stessa di un computer collegato in rete che crei un identificativo univoco che accompagnerà la vita del nostro bimbo realizzando finalmente il sogno di una cittadinanza digitale!

E sì perché a volte i sogni si realizzano! Basta volerlo fare. Specie quando una mamma vuole dare al proprio figlio un futuro migliore. Come quello che tutte le mamme e i papà a 5 stelle stanno proponendo per la loro MAMMA, Roma.

Alla prossima avventura di una mamma in moVimento!

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