Bar Politica

Avete presente il lunedì mattina al bar sotto casa dove tutti gli allenatori in pectore delle varie squadre di calcio dissertano analizzando minuziosamente quello che è successo la domenica prima e argomentano a loro credere in maniera irrefutabile le ragioni che permetterebbero a loro, se solo fossero il coach, di ottenere quei risultati strabilianti che tutti i tifosi vorrebbero dalla loro squadra del cuore????

Ecco, questo spirito, che io chiamo Bar Politica, anima da circa 6 anni la maggior parte delle riunioni che si fanno per organizzare qualunque attività del Movimento 5 Stelle Roma, che sia una manifestazione, una presentazione di libri, un incontro formativo, una competizione elettorale, l’organizzazione di una rete tra gruppi. I nostri fantastici allenatori in pectore, che ben si guardano dal partecipare in prima persona, lasciando la fatica ed il sudore a 11 sfigati che inoltre pretenderebbero di comandare a bacchetta, sono pronti a snocciolare strategie, ruoli, schemi, piani d’attacco che poi altri dovranno applicare.

E non si limitano alla loro squadra del cuore…… in vista della partita della nazionale di qualificazione agli europei o ai mondiali, presi dalle loro strategie, perdono di vista che la squadra sarà forte solo se tutti si impegneranno, non solo gli 11 in campo, e che è la squadra che vince, superando le logiche di bandiera che porterebbero a voler far prevalere i giocatori provenienti da una città piuttosto che un’altra.

Questi virtuosi della lavagnetta vogliono sollevare la coppa dei campioni senza aver mai toccato palla e godere di tutti gli allori della gloria. Che ne sanno quindi dell’umiltà che ci vuole a decidere di accantonare affetti, riposo, relax e passare nottate a studiare, scrivere, fare rete? Si riempiono la bocca di parole e poi quando si tratta di fare, si mettono sulla cassetta della frutta impartendo ordini. Partecipano alle riunioni solo per dare aria alle corde vocali e compiacersi della loro intelligenza. Non ascoltano gli altri e non seguono l’evolversi della discussione e quando prendono la parola, dicono quello per cui erano partiti da casa senza considerare che nel frattempo magari l’intelligenza collettiva sta andando verso altri percorsi. Non leggono i documenti usciti da un lavoro collettivo ma pontificano su tutto e difendono le LORO preconcette idee a spada tratta. Dicono di fare rete e poi vogliono dei referenti che centralizzino tutto. Giocano al risiko della politica, cercando di mettere i loro carriarmatini ovunque. Chiedono la squadra, ma vogliono dirigerla loro che spesso e volentieri sono pure gli ultimi arrivati, ignorando percorsi e competenze maturate in anni di lavoro, fallimenti (tanti) e successi (pochi).

Ma con queste premesse, perché il movimento 5 stelle va avanti? Perché si basa sulla pervicacia e la passione civile di una minoranza, che si mette totalmente a disposizione di questo progetto, investendo intelligenza, tempo, risorse, schede telefoniche, suole di scarpe, fegato e polmoni, professionalità, pensiero critico, capacità di relazione, empatia, pragmatismo. Che riescono nonostante tutto a concretizzare le idee scaturite dall’intelligenza collettiva, che hanno fatto dell’apertura, della condivisione e della partecipazione uno stile di vita e non parole di cui riempirsi la bocca.

Ma a volte anche i portatori d’acqua si stancano…… e se si fermano loro…… rimangono tutti a bocca asciutta, soprattutto i virtuosi del Bar Politica.

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