Alcune idee per i bimbi in età prescolare

Sono una mamma lavoratrice ed il problema dell’assistenza ai bimbi in età prescolare lo sento particolarmente.
Ho letto molti  contributi, sono andata in giro per il mondo a vedere le loro soluzioni, ovviamente considerando che la vision di investire sull’infanzia per risolvere anche i problemi della vecchiaia troverà realizzazione quando saremo finalmente in parlamento. Ma per ora, parlando di competenze comunali, avrei pensato ad un mix di proposte da realizzare nell’arco temporale dei 5 anni di questo primo mandato dei nostri portavoce comunali.

1. partire dal sistema del voucher spendibile in qualsiasi struttura pubblica o privata si voglia è sicuramente il modo più immediato, è una soluzione che può trovare immediata attuazione e dare una soluzione tampone all’annoso problema di bimbi che non trovano posto negli asili a prezzi calmierati comunali ma che non possono permettersi di affrontare totalmente una retta di una struttura provata. Diciamo che potrebbe essere usata massivamente il primo anno e decrescere man mano che nuove soluzioni liberano risorse per potenziare le strutture pubbliche.

2. sbirciando le esperienze virtuose europee ho trovato che in Francia ed in Svezia le strutture pubbliche offrono ai genitori la possibilità di pagare rette più basse nel caso in cui papà e mamma collaborino alla gestione dell’asilo, non nei panni degli insegnanti ma in amministrazione, nella pulizia e nella manutenzione degli edifici, nell’acquisto delle forniture. Ciò allegerirebbe la struttura pubblica di parte dei costi fissi e libererebbe risorse quindi da investire nella costruzione di nuovi asili.

3. parallela possibilità di cura a casa e attivazione del corrispondente child care bonus, sempre sulla scorta delle esperienze svedese e francesce. Questo importo che il comune corrisponde direttamente al genitore che decide di rimanere a casa con il piccolo può sommarsi all’importo per il sostegno al reddito che l’INPS corrisponde per il periodo del congedo parentale, può essere un incentivo per far chiedere un orario lavorativo ridotto al genitore, può garantire quel minimo reddito che faccia decidere al genitore di mettere in stand by la sua esperienza lavorativa almeno fino a quando il bimbo non sia un pò più grande. Ovviamente il vantaggio per il comune è di corrispondere un importo minore di quello corrisposto agli asili convenzionati.

4. ed infine la mia soluzione preferita, ovvero un massiccio incentivo da parte del comune per lo sviluppo delle TAGESMUTTER, o mamme di giorno, o asili nido domiciliari. Tale servizio è da tempo molto diffuso nei paesi del nord Europa. In Italia si è sviluppato con caratteristiche specifiche, soprattutto nella Provincia Autonoma di Trento ma esiste una legislazione nazionale e regionale di riferimento oltre che fondi europei dell’FSE dedicati alla formazione di operatrici per l’infanzia.
La Tagesmutter è una persona, adeguatamente formata, che offre educazione e cura a bambini di altri presso il proprio
domicilio. Questa semplice soluzione offre alle donne-mamme, uscite dal mercato del lavoro in seguito alla maternità, la possibilità di rimanere in casa insieme al loro bambino e contemporaneamente venire incontro alle esigenze delle altre famiglie, accudendo altri bambini nella propria abitazione. La gestione del servizio è interamente svolto da istituzioni private senza scopo di lucro (cooperative sociali o associazioni); l’ente pubblico è addetto a determinare le linee guida sulla valutazione e selezione delle assistenti, nonchè a verificare gli standard igienico-sanitari dell’abitazione.
i risparmi per il comune sono evidenti, i vantaggi per le donne, intese come lavoratrici e mamme, sono enormi. così come per il tessuto sociale ed economico della comunità che adotta questo modello.

Ecco, io penso che un mix di soluzioni pratiche e già collaudate in altri paesi possano ampliare l’offerta per le famiglie e portare un alleggerimento degli oneri economici sulle strutture pubbliche.

D’altronde noi arriviamo sempre in ritardo ma ciò potrebbe volgersi a favore e farci scegliere le best practices che altri hanno provato.

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Una risposta a “Alcune idee per i bimbi in età prescolare

  1. Buongiorno, sto leggendo le varie proposte e come mamma vorrei segnalare un punto importante. In altri paesi europei c’è una certa coordinazione fra gli orari di lavoro e gli orari scolastici (almeno per la scuola dell’infanzia). In Italia no, per cui si è costretti a mille espedienti (anche costosi) per riuscire a gestire la giornata. Perché non è possibile impostare gli orari secondo logiche che tengano conto dei problemi delle famiglie?
    saluti

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