Le province immortali

italia

Ci avevano provato col decreto n. 201 del 6/12/2011 (art. 23), ma la Corte Costituzionale aveva detto “No.”

Ci hanno riprovato con il decreto n. 95 del 06/07/2012 (art. 17) e la Corte Costituzionale ha replicato “No.”

Pensavamo che avessero imparato la lezione: la Costituzione italiana dev’essere cambiata dai cittadini sovrani e dai loro rappresentanti e non da un manipolo di oligarchi che vogliono detenere il potere assoluto, ma non è così.

Il progetto di legge ordinaria che vuole istituire le città metropolitane, ridisegnare l’assetto delle province e modificare la disciplina di unioni e fusioni di comuni fa acqua da tutte le parti, ma non perché lo dice il Movimento 5 stelle.

Il progetto, infatti, pare introdurre una disciplina transitoria, in attesa dell’approvazione di un disegno di legge costituzionale, che però, ad oggi, pare un miraggio. Qui cominciano i grattacapi.

L’Ufficio studi della Camera, preposto a segnalare le criticità del disegno di legge ordinaria di cui si sta discutendo in Commissione affari costituzionali, ne ha elencate diverse, e una ve la riporto per intero, per farvi capire come la maggioranza lavora qui dentro:Il contenuto di entrambi i disegni di legge (ndr ordinaria e costituzionale) richiede interventi di coordinamento: basti pensare che, nel disegno di legge ordinaria, alcuni procedimenti presuppongono l’applicazione dell’art. 133 Cost., primo comma, relativo, alle circoscrizioni provinciali, che invece, il disegno di legge costituzionale sopprime, con l’effetto di cristallizzare fattispecie formate su una base normativa non più esistente.”

Non commento per pudore. Chiarisco che il ddl costituzionale prevede l’abrogazione del primo comma dell’art. 133, quindi i comuni (diversi da quelli afferenti oggi al territorio della provincia) che decidano di aderire alla città metropolitana potrebbero farlo solo nelle more della riforma costituzionale, non oltre: che non si abbia alcuna intenzione di farla questa riforma costituzionale? Il sospetto nasce spontaneo!

Il trucco – nonché la propaganda- sta quindi nel trasformare le province in città metropolitane: enti con poteri e funzioni uguali a quelli delle province stesse. Ciò che più diverte – si fa per dire – è che, stando al macchinoso procedimento descritto nel progetto di legge, la provincia com’è oggi finisce per dividersi in due: città metropolitana e provincia residua, per quei comuni che si siano tirati fuori dalla metropoli; come avviene la ripartizione delle risorse? Ci penseranno “ulteriori interventi legislativi”: non fa una piega, no? Quello che è certo è che si prevede una pioggia di ricorsi, non solo amministrativi, ma anche alla Consulta; ma chi governa questo Paese non ha la lungimiranza per valutare tale impatto devastante sulla giustizia .

Gli organi provinciali restano comunque in vigore almeno fino al 1° luglio 2014, data in cui subentreranno le città metropolitane, salvo che i prefetti intervengano entro 90 gg. dal 30 aprile per dirimere le questioni riguardanti il riparto delle risorse (29 luglio 2014).

Su 10 provincie interessate dalla metamorfosi 3 sono commissariate: Roma, Genova e Reggio Calabria. Cosa si fa?!

E per eleggere i nuovi sindaci metropolitani, controfigure degli ex-presidenti di provincia, sarà necessaria una nuova legge elettorale. Se pensiamo al “porcellum” ancora lì a dispetto dei santi, la rabbia monta come la panna in gelateria!

In Sardegna hanno fatto decidere ai cittadini, come piace a noi: 5 referendum abrogativi e 5 consultivi, un plebiscitario si all’abrogazione delle province e amen.

Perfino la Sicilia, con legge regionale n. 7 del 27 marzo 2013 (Norme transitorie per l’istituzione dei liberi consorzi comunali) ha accelerato sulla strada della razionalizzazione delle spese.

Però, la legge di stabilità del 2012 (L. 228/2012, art. 1, comma 115) sospendeva fino al 31 dicembre 2013 il trasferimento – da parte di Stato e    Regioni- ai Comuni delle funzioni conferite, dalla normativa vigente, alle Province; delle dotazioni organiche, delle risorse umane e finanziarie; gli organi provinciali da rinnovare entro il 31 dicembre 2012 venivano commissariati fino al 31 dicembre 2013

E per le 22 province sciolte nel frattempo abbiamo altrettanti commissari.

Tralascio gli effetti della norma sulle attribuzioni di competenza sull’ambiente e sul codice della strada, e mi soffermo sul problema scuola: era previsto un intervento interministeriale MIUR/MEF, interrotto dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 200 del 2009, laddove il ridimensionamento delle istituzioni scolastiche si opera in base a piani provinciali. Chi si occuperà dell’edilizia scolastica?

Vi risparmio anche la parte tributaria, un labirinto di modifiche di attribuzione peraltro incomplete, e le disposizioni sugli organi provinciali, ma vi anticipo che l’art. 14 prevede che “gli incarichi di presidente della provincia, di consigliere provinciale e di componente dell’assemblea dei sindaci sono esercitati a titolo gratuito.” Sarà.

Guai in vista anche per l’articolo 16. In particolare, prevede che Roma capitale assuma, dal 1° gennaio 2014, anche la natura giuridica e le funzioni di città metropolitana, con la denominazione di città metropolitana di Roma capitale (comma 1), ma l’Ufficio studi fa osservare che “il comma 1 fa impropriamente riferimento al “comune” di Roma capitale, mentre Roma capitale non costituisce un comune ma un ente territoriale a se stante (ex art. 23, L. 42/2009)”.

Ma Roma capitale andrà a regime solo a seguito della consultazione elettorale amministrativa successiva alla data di entrata in vigore di questo pasticcio legislativo, quindi se ne riparlerà nel 2018!

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8 risposte a “Le province immortali

  1. Sono una massa di somari come non si è mai vista sulla faccia della terra. Il nodo stà diventando sempre più gordiano e, prima o poi, dovremo tagliarlo con le nostre mani.

  2. Ciao, Roberta.
    Dicevano che i parlamentari5stelle fossero pivelli. State dimostrando di imparare alla svelta abbastanza bene. Personalmente scarico e stampo molte delle vostre notizie e li metto a disposizione della gente quando faccio Gazebo con gli amici5stelle di Brusciano, Pomigliano ed altri Comuni limitrofi al mio luogo di residenza (Brusciano).
    Dio un bravo a tutti e andate avanti senza tentennare. Loro – PD e Pdmenelle sono Volponi ma la gente ormai non li crede più. Renzie? Secondo me sarà un altro flop. Vedrai che sarà sconfitto dalla diatribe interne del suo partito.
    In bocca al lupo.
    Un suggerimento? Qualsiasi dovrà avere sempre un riferimento specifico alla Costituzione.

  3. Prima di considerare il parlamento Europeo come istituzione legislativa super partes a cui obbedire si devono parificare le leggi più’ importanti di base equiparando giustizia, fiscalita’, lavoro e pensioni e scuola .
    Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  4. come sempre accade, i cittadini vengono informati di qualche provvedimento “fantasma” ovvero di qualcosa che si deve fare, ma in effetti NON SI VUIOLE FARE, la differenza è tutta qui.

    • questi politici ci stanno prendendo per il culo,meno male che il m.5.s ci
      tiene informati ,bravi ragazzi quello che state facendo;di informare i cittadini,come sta lavorando il parlamento,non e ai avvenuto prima ,!!quindi tutti i cittadini ,vi dovrebbero ringraziare ,e votare alle prossime elezioni ,grazie ragazzi ,siete stupendi ,con voi ce aria di onesta in quel parlamento di m…..

  5. ciao roberta complimenti davvero, la gente ormai ha capito che la politica tradizionale ha fallito. ora che il pdl si è diviso credo che strategicamente sia necessario chiedere nuovamente la sfiducia al governo, in quanto dal 2 ottobre le cose sono notevolmente cambiate e al governo hanno solo qualche straccio di voto in più se berlusca va all’opposizione. cosi sbugiardiamo anche lui se si rimangia quello che ha appena detto ieri, cioè che va all’opposizione. ciao. un abbraccio. tutti a genova

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