Follow the money, leggi il bilancio Enasarco e….

“Follow the money”, dicono gli americani: ovvero “segui il denaro” e troverai come da investimenti rischiosi con i soldi dei contributi pensionistici gli enti previdenziali privatizzati siano arrivati a cercare di ripianare i buchi dei loro bilanci sulla pelle degli inquilini delle loro case…

NOTA STAMPA

 ENASARCO, M5S CAMERA: MOSTRO CON CORPO PUBBLICO E TESTA PRIVATA, SPERPERI A FAVORE DEI SOLITI NOTI

ROMA, 19 novembre 2013 – “Mostri mitologici come l’Enasarco, cassa previdenziale con il corpo di un ente pubblico e la testa di un soggetto privato, rappresentano la metafora di un Paese in cui i beni di tutti vanno a vantaggio di pochi, molto spesso noti e con i numeri di cellulare giusti”. Lo dicono i deputati del M5S in merito alla mozione sulle dismissioni immobiliari degli enti previdenziali discussa oggi alla Camera.

In particolare, Roberta Lombardi, prima firmataria, denuncia: “Si sta facendo un uso scandaloso del patrimonio di questi soggetti per andare a colmare i buchi nei bilanci causati da gestioni finanziarie spesso allegre e prive di ogni controllo. Negli anni scorsi, ad esempio, l’Enasarco avrebbe fatto ricorso a rischiosissimi investimenti per un ammontare di circa 1,5 miliardi di euro. Di essi, ben 780 milioni sono finiti nel fondo Anthracite delle Isole Cayman, garantito da Lehman Brothers”.
“Dall’altra parte – proseguono i deputati – nel 2011 Enasarco ha iniziato a vendere il proprio patrimonio immobiliare senza regole, a valori di mercato correnti, se non superiori, soprattutto considerando lo stato fatiscente degli asset. Inoltre, ha praticato rinnovi contrattuali di affitto aumentati fino al 300%, con conseguenti rischi di sfratto per gli inquilini, che non possono sostenere costi di locazione o di acquisto di tale portata”.
I 5 Stelle poi aggiungono: “In un momento di vacche magre per il mercato immobiliare, gli enti previdenziali puntano a coprire i buchi finanziari conferendo il proprio real estate a fondi e Sgr delle banche, realtà societarie che spesso sono solo scatole vuote e accondiscendenti rispetto all’obiettivo di mettere a bilancio delle iper-valutazioni fittizie”.
I deputati si chiedono infine: “Fino a quando le banche potranno accollarsi questi asset? E che succederà quando non lo faranno più? I bilanci delle casse privatizzate entreranno in crisi? C’è un rischio per le pensioni degli iscritti? E chi ci pensa agli inquilini sbattuti fuori di casa senza alcun diritto? Cosa hanno fatto Consob e ministeri competenti quando si trattava di sorvegliare? Speriamo che il governo si dia finalmente una mossa”.

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4 risposte a “Follow the money, leggi il bilancio Enasarco e….

  1. carissima Roberta, stamane mio marito era in piazza per dimostrare questa scandalosa situazione. Ti siamo molto grati per tutto quello che stai facendo continua così e grazie anche a tutti i parlamentari che hanno aderito a questa iniziativa. Grazie ancora e ti porgo i miei più sinceri auguri per il tuo prossimo nascituro!

  2. Cara Roberta,

    questo sistema di igiustizia deve finire, ora tocca a voi darvi da fare a mandare a casa certi giudici di mallafffare, senza scrupoli. Leggi tutto per comprendere bene che la giustizia in italia non funziona.

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    Sono in grado di dimostrare come non funziona la giustizia in Italia, non solo per Berlusconi anche per i più poveri ne ho le prove, basti leggere le mie missive e le sentenze in allegato. Posso confermare, prove alla mano che i giudici hanno ignorato l’Art. 3 della nostra Costituzione,.Spero di essere interpellato da qualche Redatore per spiegare meglio e approfondire tutti i passi della mia vicenda personale, posso dire che ciò che è stato fatto dai giudici hanno preso un abbaglio clamoroso….

    Invio solo in sintesi della mia squallida vicenda

    A TUTTI GLI ORGANI TELEVISIVE E DI STAMPA

    Lettera aperta

    Mi chiamo RENATO MARANGON. Sono stato assunto presso la Banca Popolare di Novara il 2 gennaio 1978. Ho lavorato presso l’Ufficio Legale della Sede Centrale dal 1995 al dicembre 1997, con mansioni di addetto alle procedure indagini della Magistratura. Nel dicembre 1997 sono stato trasferito all’Ufficio Beni Immobili. In data 21 maggio 2001 l’Azienda ha disposto il mio distacco presso la controllata SOGEPO SpA, poi divenuta ALETTI GESTIELLE SpA. Dal 1° settembre 2003 è venuto meno il distacco presso ALETTI ed il Banco Popolare di Verona e Novara mi ha comunicato la soppressione del posto di lavoro da me occupato in precedenza, con conseguente individuazione del nuovo posto di lavoro presso l’Ufficio Contabilità Fornitori di Novara, proponendomi lo svolgimento di attività contabili, amministrative e di quadratura spese. Ho comunicato al Banco che non intendevo accettare il suddetto incarico nei termini propostimi, esprimendo il desiderio di un reintegro presso l’Ufficio Legale, considerata la mia precedente esperienza lavorativa. In risposta, il Banco mi ha fatto presente, a fine agosto 2003, che l’Istituto intendeva esaminare la mia posizione per adottare diverse soluzioni, fissando d’ufficio un turno di ferie di 10 giorni lavorativi e riservandosi di fornirmi ulteriori comunicazioni. Avevo solo 6 giorni di ferie! Infine, con sua del 29 settembre 2003, il Banco ha dichiarato formalmente il recesso dal rapporto di lavoro con decorrenza immediata, non essendo riuscito ad individuare “alcuna ulteriore posizione lavorativa presso la quale potevo essere proficuamente collocato”.

    Da parte mia ho intrapreso le opportune iniziative legali a tutela dei miei interessi, dalle quali è scaturita una causa per illegittimo licenziamento e per demansionamento.

    In data 7 febbraio 2007 il Tribunale di Novara, in funzione di Giudice del Lavoro, ha condannato il Banco Popolare di Verona e Novara scarl al risarcimento dei danni a favore del sottoscritto, a seguito del demansionamento, senza tuttavia pronunciarsi in merito al licenziamento.

    Dietro consiglio del mio Legale di fiducia ho proposto ricorso in sede di appello, affinché venissero riconosciute le mie ragioni (soprattutto in tema di LICENZIAMENTO).

    La Corte d’Appello di Torino – Sezione del Lavoro, in data 15 luglio 2008, ha respinto l’appello principale, mandando assolto il Banco Popolare di Verona e Novara scarl da ogni pretesa e condannando il sottoscritto alla restituzione delle somme ricevute in forza della sentenza di primo grado, oltre alle spese legali per entrambi i gradi di giudizio!

    Tutto ciò premesso, mi domando in base a quali criteri funzioni la cosiddetta Giustizia oggi, in Italia, considerato che un onesto cittadino è costretto a dibattersi fra le spire di un sistema così tortuoso e perverso, esponendosi in prima persona e sostenendo costi spropositati, nella speranza di veder riconosciuti i propri diritti.

    Mi chiedo, inoltre: la giustizia da che parte sta? Quali speranze ha un cittadino che si rivolge alla Giustizia, se poi di fatto questa giustizia emana un’ingiustizia, come emerge in modo chiaro e inequivocabile dalla mia vicenda? Il cittadino non ha bisogno di questo tipo di giustizia!

    Perché certi giudici commettono degli errori così evidenti? Anche un fresco laureato in giurisprudenza sarebbe in grado di rilevarlo. Com’è possibile che due sentenze siano in così netto contrasto tra di loro? Perché è stata trattata la parte economica e non il licenziamento, in entrambe le sentenze?

    A questo punto non mi resta che rivolgermi alla Corte di Cassazione, una volta ottenute le motivazioni della sentenza. Mi ritrovo solo e disperato: la Banca, con la connivenza dei giudici della Corte d’Appello di Torino, mi ha rovinato: attualmente verso in totale stato di esaurimento e depressione, a parte lo smarrimento conseguente a una tale assurdità. Il mio stato di salute si sta aggravando giorno dopo giorno, unitamente alla mia condizione economica.

    Tutto ciò premesso, mi resta una convinzione, l’unica certezza in questa triste e squallida vicenda processuale: uno dei due gradi di giudizio ha preso una sonora cantonata; quale dei due?

    In fine anche la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della corte d’appello di Torino.

    Oltre la beffa il danno…

    Renato Marangon

    Cell. 3472773436

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  3. da agente di commercio concordo con quanto scritto. Vogliamo parlare anche più in dettaglio dei (anche miei!) appartamenti SVENDUTI a sindacalisti e politici (di tutti gli schieramenti)?!?!

    • Sinceramente, polemiche da fare ce ne sarebbero moltissime, ma il punto principale della questione, secondo me, consiste in due azioni principali: la prima è quella di ottenere una forte riduzione dei prezzi di vendita: la seconda, in alternativa alla prima, è quella di ottenere dall Enasarco immediato intervento di ripristino per tutto lo scempio esistente in questi immobili.

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